Dialoghi da una libreria antiquaria romana /5

“Aò, cos’è quella faccia? Che t’è successo?”. “Lascia perde, so pieno de dolori alla schiena, è la vecchiaia”. “Ma mica sei vecchio tu”. “So vecchio, so vecchio. So così vecchio che ho ricominciato a piagne leggendo la poesia”. “Ma non lo sai che non se deve legge la poesia quando si è vecchi? Te devi legge la filosofia”. “Ma sei sicuro?”. “Ma n’te ricordi Boezio?”. “Chi?”. “Severino Boezio, quello che ha scritto la Consolazione della Filosofia?”. “Ah, e che jè successo?”. “Passame il libro…ah si, ecco…lui stava in carcere e leggeva libri de poesia per cercare de consolarsi dar fatto che sentiva la morte vicina. A ‘n certo punto però gli appariva na donna arrabbiata che je diceva: ‘Chi ha permesso che si accostassero al malato queste sgualdrinelle da teatro che non solo non posso offrire alcun rimedio ai suoi dolori, ma anzi con i loro dolci veleni li alimentano? Andatevene e lasciate che siano le mie arti a guarirlo'”. “Ma chi era sta donna?”. “Aò me sei de coccio. Era la Filosofia”. “E le sgualdrinelle?”. “Le Muse della poesia”. Quindi me dovrei legge Boezio?”.”Sì, ma forse è meglio se per oggi lasci perdere. Annamo a magnà due pasterelle va”.

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