La lanterna magica di Molotov è un libro-scrigno. Mappe e storie: quanti tesori

di Alessandro Melia

lanternamolotovCi sono libri che agiscono come uno scrigno o un forziere antico. Noi ci avviciniamo a loro convinti di sapere cosa contengono. Invece, non appena ne apriamo uno e iniziamo a leggerlo, perdiamo l’orientamento e veniamo invasi da una leggera euforia, perché sentiamo di aver scovato qualcosa di prezioso tale è la ricchezza e la quantità di materiale presente. Subito una curiosità irrefrenabile ci spinge a scendere in profondità. Gli occhi si muovono veloci, le mani perlustrano ogni angolo, vogliamo aprire tutti i cassetti e non perderci nulla. La brama di sapere si è impossessata di noi. Ma cos’è che ci ha colpito tanto? Perchè non riusciamo più ad allontanarci da quel libro, a cui sembriamo legati da una calamita? Di solito, sono due i motivi. Il primo riguarda l’uso delle parole e la forza della storia che ci viene consegnata. Se leggiamo Nabokov, o Bernhard, o Bolano, o Perec, cadiamo irretiti, e lasciamo che la loro prosa ci risucchi in una vertigine dolcissima. Il secondo motivo, invece, ha a che fare con la mole di informazioni, curiosità e aneddoti di cui entriamo in possesso. Si tratta di testi che ci permettono di visitare luoghi a noi inaccessibili o hanno la capacità, tramite centinaia di piccole storie, di ricostruire un’epoca, un periodo storico o un personaggio. Penso a Il mondo di ieri di Stefan Zweig, a I passages di Parigi di Walter Benjamin, ai saggi di Winfried Sebald, o, per citare un’opera più attuale e rielaborata, aLimonov di Emmanuel Carrère.

Questo tipo di libri sono sempre più rari e, dunque, più preziosi. Vivono di lettori forti ed è un peccato, perchè sono i libri maggiormente in grado di appassionare. Per nostra fortuna, nonostante siano opere difficili da promuovere e catalogare, ci sono ancora case editrici disposte a pubblicarle, come Adelphi, che ha da poco mandato in libreria ‘La lanterna magica di Molotov’ diRachel Polonsky. Il libro, apparso per la prima volta nel 2010 con il sottotitolo esplicativoScoprendo la storia segreta della Russia, è un viaggio a tappe (da Mosca al Volga alla Siberia) attraverso il tempo e lo spazio. Polonsky ci prende per mano e ci conduce nella vita pre e post-sovietica, mettendo in evidenza le trasformazioni urbanistiche e sociali. Le immagini sfocate della lanterna magica trovata a casa di Molotov, il compagno più fidato di Stalin, sono la scintilla nell’immaginazione della Polonksky, che decide di riportare alla luce luoghi, personaggi, momenti storici dell’Urss, utilizzando un tono a metà tra il diario e il reportage. Come un forziere antico pieno di preziosi da conquistare, così il libro contiene centinaia di piccole storie di valore che attendono di essere svelate. Pensiamo a Nikolaj Fedorov, custode della biblioteca Lenin, conosciuto come il ‘Socrate russo’. Si diceva che conoscesse il contenuto di tutti i libri raccolti. Tolstoj e Dostojevskij lo consideravano un filosofo di genio. “Un aneddoto sull’ampiezza encicolopedica del suo sapere narra che un gruppo di ingegneri impegnati nella costruzione della Transiberiana si recò in visita a Mosca, per mostrargli le carte del tracciato attraverso la steppa. Fedorov, che in vita sua non aveva mai messo piede in Siberia, fu in grado di correggere i calcoli relativi all’altitudine di alcune colline. Federov riteneva – pressoché letteralmente – che i libri fossero essere animati, poiché esprimono il pensiero e l’anima dei loro autori”.

herzenPolonsky poi ha il merito di recuperare la figura di Alexander Herzen (“il più sorprendente e affascinante tra gli scrittori politici russi dell’Ottocento” lo definì Isaiah Berlin, uno dei massimi teorici del pensiero liberale), arrestato ed esiliato dal regime zarista con l’accusa di essere un libero pensatore molto pericoloso. Amato dai giovani per il carisma, l’umorismo e la fervente immaginazione, Herzen nei suoi scritti denunciò la dottrina predicata all’epoca che pretendeva che ogni individuo offrisse se stesso sull’altare di qualche grande causa morale o politica. Nell’autobiografia Il passato e i pensieri (considerata in patria un’opera importante quanto Guerra e Pace) ma soprattutto nel saggio Dall’altra sponda, Herzen afferma che l’uomo è libero e ognuno si crea la propria morale, che l’individuo è responsabile delle sue scelte e non può invocare l’alibi della storia se non compie neppure il tentativo di realizzare ciò che ritiene giusto o vero. Rileggere oggi Herzen è come respirare a pieni polmoni.

Ma La lanterna magica di Molotov è anche un viaggio dentro la letteratura russa. Davanti ai nostri occhi scorrono le vicende della migliore generazione di poeti che il mondo abbia mai visto: Anna Achmatova, Marina Cvetaeva, Osip Mandel’stam, Isaak Babel, Iosif Brodskij, Aleksandr Puskin, Boris Pasternak. Ogni pagina è un cassetto che si apre. Si sfoglia un verso, una lettera, il passaggio di un diario, una frase, un pensiero. Ci sono spostamenti su vie impervie e ghiacciate, amori tenuti nascosti, figli scomparsi. Il testo è così ricco di situazioni e vicende umane che la fine del libro non coincide con la fine della nostra voglia di sapere. D’altronde, come sosteneva il fisico e bibliofilo Sergej Vavilov (fratello del grande biologo Nikolaj), “il libro è la cosa più alta che esista al mondo, perché è quasi una persona e certe volte anche qualcosa di più, come nel caso di Puskin o Gauss”.

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