I libri migliori del 2013 sono questi, scordatevi le strenne

di Alessandro Melia

C’è un nutrito gruppo di scrittori di cui si è parlato poco quest’anno. I loro libri non hanno trovato lo spazio che meritavano sui principali media e nelle librerie-supermarket che, per motivi editoriali o culturali, non li hanno esposti tra le novità, archiviandoli direttamente negli scaffali. Le loro storie sono profonde, struggenti, metaforiche, paurose. Tutte fanno ciò che dovrebbe fare un libro: catturarci con il loro linguaggio, scuoterci, farci riflettere, modificare il nostro sguardo. I loro libri sono i migliori da leggere o regalare, ma non chiamateli ‘libri-strenna’. Quelli, secondo le classifiche stilate in questi giorni da quotidiani, riviste e blog, coincidono con i best seller (tipo ‘Inferno’ di Dan Brown, ‘La verità sul caso Harry Quebert’ di Joel Dicker, ‘E l’eco rispose’ di Khaled Hosseini, ‘Fai bei sogni’ di Massimo Gramellini) o con le preferenze di chi lavora nelle pagine culturali (tipo ‘Gli sdraiati’ di Michele Serra, ‘Dieci dicembre’ di George Saunders, ‘Il desiderio di essere come tutti’ di Francesco Piccolo, ‘Le attenuanti sentimentali’ di Antonio Pascale, ‘Basta piangere’ di Aldo Cazzullo). Ma le vacanze di Natale, come quelle estive, sono l’occasione per concedere più tempo alla lettura, magari riprendendo in mano i classici, o sperimentare qualcosa che si conosce meno. Come questi libri.

MIGLIORI LIBRI DEL 2013

Denis Johnson – Train Dreams (Mondadori)

E’ un piccolo capolavoro. La lotta dell’uomo contro la natura, la solitudine, nell’America dei primi anni del Novecento. Un appassionante romanzo breve.

Luisa Brancaccio – Stanno tutti bene tranne me (Einaudi)

Composto da un intreccio di storie e personaggi delineati quasi chirurgicamente, il libro narra l’orrore che si nasconde dietro il ‘non detto’. E’ lì, nell’incomunicabilità, che si cela l’abominio. Da leggere tutto d’un fiato.

Sibylle Lewitsharoff – Blumenberg (Del vecchio editore)

Altro piccolo capolavoro di cui si è parlato pochissimo. Una notte il filosofo Blumenberg, mentre prepara la lezione per il giorno dopo, alza lo sguardo e vede davanti la sua scrivania un leone. Da dove viene? Chi l’ha fatto entrare? E perchè i suoi studenti non lo vedono?

Antonio Moresco – La Lucina (Mondadori)

Misterioso, profondo, struggente. Forse la definizione migliore è ‘leopardiano’. A metà libro c’è il colpo di grazia. Mi è rimasto dentro per giorni e giorni.

Stefan Aus Dem Siepen – La fune (Neri Pozza)

Il romanzo-metafora sulla curiosità umana. Un gruppo di uomini vive in un villaggio vicino al bosco. Un giorno spunta una corda dalla vegetazione. Chi l’ha messa e dove va a finire?

Arno Camenish – Dietro la stazione (Keller)

Goffredo Fofi ha definito questo libro “tra le cose più belle sull’infanzia che leggiamo da anni”. Un’infanzia che sembra consumarsi nell’arco di poche stagioni, in cui il mondo è tutto in un villaggio.

W. S. Maugham – Una donna di mondo e altri racconti (Adelphi)

Racconti sublimi, ironici, spietati. Uno di questi, Mayhew, è tra i cinque più belli che abbia mai letto.

J.R. Moheringer – Pieno giorno (Piemme)

La storia di un uomo, un ladro-gentiluomo, che comincia e finisce in un giorno. Originale, cinematografico. Lo stile di Moheringer è unico.

Matteo Marchesini – Atti mancati (Voland)

L’esistenza di un intellettuale trentenne che non riesce a finire un romanzo e vive circondato dal fantasma di un amico, morto in circostanze sospette, rivale in amore, e da una ex ragazza, malata terminale, che gli ricorda la sua indifferenza nei confronti degli altri.

Stefano Valenti – La fabbrica del panico (Feltrinelli)

Storia personale che si tramanda da padre in figlio. Vite che scorrono al ritmo della sofferenza di chi lavora in fabbrica. La scrittura è tagliente e ossessiva.

Andre Dubus – Ballando a notte fonda (Mattioli 1885)

Racconti dolenti, storie di solitudini, protagonisti che cercano faticosamente di ‘salvarsi’. Dubus è bravissimo a descrivere le nostre esistenze dal momento in cui vengono incrinate da una perdita, qualunque essa sia.

Julio R. Ribeyro – Solo per fumatori (La Nuova Frontiera)

“Da un certo punto in poi la mia storia si confonde con quella delle mie sigarette” dice lo scrittore nel primo degli otto racconti di questa splendida raccolta, dove si parla di scrittura, relazioni, amore e solitudine.

Bernard Quiriny – La biblioteca di Gould (L’orma editore)

Macchine da scrivere programmate per produrre capolavori, città votate al silenzio, amanti che dopo aver fatto sesso si ritrovano nel corpo del partner. Questi racconti sono imperdibili per chi ama il genere surreale.

PS: Se poi avete un amico o un’amica che sono voraci lettori, sappiate che il ‘libro-strenna’ perfetto esiste. E’ Adelphiana (783 pagine, 183 illustrazioni, 300 riproduzioni di copertine), il volume che ripercorre i 50 anni della casa editrice Adelphi. Dentro sono contenuti scritti inediti, schede, lettere, immagini dei più grandi scrittori del Novecento: Kundera, Hesse, Faulkner, Bernhard, Bolano, Canetti, Richler, Simenon e tanti altri. Sfogliando l’opera, saltando da un anno all’altro, viene voglia di leggere e rileggere tutti gli autori citati. Impossibile resistergli.

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