Un itinerario personale: i migliori libri del 2018

Segnalo quali sono state le letture per me più interessanti, senza commentare ogni singola scelta.

1. POESIA

La raccolta che mi ha emozionato e interessato maggiormente è ‘Historiae‘ (Einaudi) di Antonella Anedda. Ho amato moltissimo ‘Chiodi’ (Casagrande) di Agota Kristof e ‘Il poema fatidico dell’ignoranza e della morte’ (Aragno) di Gian Piero Bona, che continuo a rileggere per non dimenticarmi la lezione del ‘De rerum natura’ di Lucrezio.

2. FICTION

Se dovessi indicare un solo autore da ricordare, direi Daniel Mendelsohn. Ho letto con avidità e commozione ‘Un’odissea’ (Einaudi) che ha tre piani di lettura: il rapporto padre-figlio, il viaggio, l’opera di Omero. A pari merito, o quasi, ‘Piena‘ (Fandango) di Philippe Forest, un libro doloroso ma necessario. Poi sicuramente ‘Una donna‘ (L’Orma) di Annie Ernaux, ‘Addio fantasmi‘ (Einaudi) di Nadia Terranova e ‘Il bestiario sentimentale‘ (La nuova Frontiera) di Guadalupe Nettel.

3. NON FICTION

E’ il settore che pratico di più, quello da cui attingo come nutrimento per lo spirito e la mente.

Diari, biografie, memoir: ‘L’uomo che trema‘ (Einaudi) di Andrea Pomella è un libro meraviglioso e anche una lezione di scrittura. Se fossimo in America meriterebbe il Pulitzer! Altro libro da non perdere, perché lui è uno scrittore con la S maiuscola, è ‘Il peso del legno‘ (NN) di Andrea Tarabbia, che tra l’altro sa parlare della vergogna come pochi. Un gradino più basso ‘Città sola‘ (Il Saggiatore) di Olivia Laing. Le migliori biografie sono ‘Lutero‘ (Salerno) di Silvana Nitti e ‘La corsara‘ (Neri Pozza) di Sandra Petrignani; il miglior diario è ‘1999‘ (Fazi) di Valentino Zeichen.

Culture, critica letteraria: ‘A libro aperto’ (Feltrinelli) di Massimo Recalcati, ‘La misura eroica‘ (La Nave di Teseo) di Andrea Marcolongo, ‘Lo spazio letterario‘ (Il Saggiatore) di Maurice Blanchot, ‘Feel Free‘ (Sur edizioni) di Zadie Smith.

Infine ‘Otto anni al potere’ (Bompiani) di Ta-Nehisi Coates, ‘Ritratti’ (Il Saggiatore) di John Berger e ‘Il reggimento parte all’alba’ di Dino Buzzati (Henry Beyle).

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